Sono io
Che mi prendo
Per mano
Quando il vento rallenta,
Si ferma.
Sottile
Mi afferro
Come spago
Di un aquilone.
Corro,
Tendo il braccio,
Do ossigeno
A quel foglio colorato
Che non riesce
A volare.

– Cosa non va?
È costruito male? –

Ma ha già sfidato l’aria,
Danzando,
Leggero.

Dimentico
Chi sono,
Cosa sono.
Cancello
Le nuvole dal cielo,
Pensando
Di fermare la pioggia
Da quel cielo.

Intanto resto
Ad aspettare il temporale.
Ho imparato a camminare
Tra le pozzanghere,
A ballare
Con le scarpe pesanti
Di acqua.
A concimare
Respiri e battiti nell’aria
Umida di mare.

Sulla pelle bagnata
Delle mie ali
Soffia lento il vento
Del Sud.

Foto: Gran Sasso, giugno 2020 ( copyright Anna Giuffrida)

2 pensieri su “Ali e aquiloni

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