Caos lento

Mi muovo lenta.
Accanto mi sfrecciano i pensieri. Li osservo, ma vedo solo una macchia grigia.
Una tavolozza di colori imbrattata da una caduta.
Non ci sono. Mi ascolto. Mi guardo. Sottile, leggera, trasparente.
Mi costringo ad afferrare parole. Ma la lingua resta ferma. Accenna un movimento, per spazzare in gola l’ansiosa saliva.

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Recuperi notturni

Il passaggio ritmato di un treno. La ventata di aria e il rumore morbido di ruote sull’asfalto. Il ronzio di un motorino, che impiega interminabili attimi per attraversare pochi metri di strada.
Le luci all’orizzonte le vedo brillare, intermittenti. Vive. Un attimo sembrano stelle, appoggiate e sparse sulle colline. Un attimo dopo brillano luminose come in un presepe senza tempo.
Io ferma, loro scintillanti, umide come occhi di un nottambulo felice.

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Fasi senza numero

Riappropriarsi degli spazi comuni. Anche da nuove prospettive. Senza passaporti.
E poi sentire che hai bisogno anche di quel tuo angolo di balcone. Scoprire quanto l’udito, allenato ormai a captare ogni ronzio, sappia esplorare la realtà.

Conservo la mappa di quei 50 giorni, e la porto con la mascherina per uscire di casa.

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#ConsigliDiViaggio

Amarsi per amare.
Rispettarsi per sapere rispettare.
Coltivare tenerezza, verso i propri limiti e i propri errori, per imparare a difendere con dolcezza chi abbiamo accanto.
Perché le cose belle vanno prima indossate per conoscere la taglia giusta da donare agli altri. Le mani vanno abituate a toccare i nostri sogni prima di sfiorare la vita di chi incrociamo.

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